Più audiodescrizioni per una cultura inclusiva a 360 gradi

di | 20/12/2020

L’audiodescrizione è un commento audio esplicativo che non interferisce con la traccia audio originale del prodotto audiovisivo. Essa svela scene silenziose, ambienti, azioni, espressioni, costumi dei personaggi, notizie molto spesso importanti al fine della comprensione. Film e serie tv, film per il cinema, spettacoli teatrali e molti altri i prodotti che possono beneficiarne.

 L’audiodescrittore è un professionista, talvolta un attore, che con sapienza riesce ad inserirsi nelle pause; sa cosa, quando, quanto e come narrare senza appesantire l’originale ricorrendo ad una sintassi lineare, concetti semplici, ma altamente informativi. Le figure che collaborano alla realizzazione di ogni audiodescrizione sono lo sceneggiatore che la scrive e il narratore che la recita e talvolta queste figure coincidono.

Due i papà dell’audiodescrizione italiana, Sergio D’Ottavi (autore di testi teatrali e televisivi) e l’allora direttore di Rai 2, Gianpaolo Sodano. Lanciato con Spartacus di Stanley Kubrick il 26 dicembre 1991, il progetto iniziale prevedeva il racconto del film su un canale radio, in concomitanza con la messa in onda.

Negli anni le tecniche di realizzazione delle audiodescrizioni sono cambiate. Oggi esiste persino una app, Movie Reading, compatibile sia con Ios che con Android, utile a ciechi, ipovedenti e sordi poiché raccoglie audiodescrizioni e sottotitoli per cinema e tv.

Numerosi i titoli che compongono il catalogo di Movie Reading; se uno di essi è in programmazione in tv o al cinema, è sufficiente scaricare il file corrispondente e lanciarlo in contemporanea con l’inizio del film. La traccia audio dell’app si sincronizza automaticamente con l’originale; al cinema è indispensabile indossare le cuffie, mentre a casa è preferibile lasciare il telefono vicino alla tv.

Anche con Netflix, società leader nel settore “on demand”, è possibile attivare dal menù l’opzione audiodescrizione, tra serie e film, molti sono i titoli che ne dispongono. Se è possibile scegliere la lingua con la quale guardare il film, analoga scelta non può essere effettuata per la lingua dell’audiodescrizione: prendendo a titolo esemplificativo la serie statunitense Stranger Things, essa dispone di audiodescrizione, ma soltanto in inglese.

L’unica emittente televisiva che ha l’obbligo di rendere fruibile a tutti i suoi spettatori un certo numero di lavori l’anno è la Rai, ma con la legge cinema nr 220/2016 sul Tax Credit, le cose sono migliorate: lo Stato elargisce delle sovvenzioni da destinare alla realizzazione di audiovisivi, obbligando le produzioni che ne usufruiscono a consegnare il prodotto finito con annessi audiodescrizione e sottotitoli

In particolare il comma g dell’articolo 3 stabilisce che l’intervento pubblico a sostegno del cinema e dell’audiovisivo è volto a promuovere e favorire “la più ampia fruizione del cinema e dell’audiovisivo, tenendo altresì conto delle specifiche esigenze delle persone con disabilità, secondo i princìpi stabiliti dalle convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia in materia”; il comma 4a dell’Articolo 12, prevede “che il riconoscimento degli incentivi e dei contributi sia subordinato al rispetto di ulteriori condizioni, con riferimento ai soggetti richiedenti e ai rapporti negoziali inerenti l’ideazione, la scrittura, lo sviluppo, la produzione, la distribuzione, la diffusione, la promozione e la valorizzazione economica delle opere ammesse ovvero da ammettere a incentivi e a contributi, nonché alle specifiche esigenze delle persone con disabilità, con particolare riferimento all’uso di sottotitoli e audiodescrizione”.

Spesso teoria e pratica non collimano, infatti di frequente la copia del film completa di audiodescrizione e sottotitoli viene consegnata alle cineteche ma non proiettata in tv o al cinema. “Si renderebbe necessario, pertanto, con urgenza, un correttivo del decreto attuativo della Legge 220, per contenere questa discrasia nei tempi di realizzazione delle audiodescrizioni, e subordinando il contributo previsto dalla legge in questione alla circolazione del film sin dalla sua prima apparizione”, questa la richiesta che Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) ha rivolto al ministro Dario Franceschini.

In aggiunta e affinché vengano rispettati anche altri principi stabiliti dalla Convenzione ONU come quello contenuto nell’articolo 30 (Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport), che ‘riconosce il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di eguaglianza con gli altri alla vita culturale e invita a prendere tutte le misure appropriate per assicurare che le persone con disabilità godano dell’accesso a programmi televisivi, film, teatro e altre attività culturali, in forme accessibili”, l’UICI di Roma ha lanciato questa petizione: http://chng.it/pYTbdCDs

perché, come afferma l’articolo 3 della Costituzione italiana “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”.

Di Federica Carbonin

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