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Al fine di sensibilizzare gli utenti della rete sulle nostre indennità di accompagnamento, la sezione di Roma ha realizzato il seguente documento sotto forma di lettera aperta al Presidente Monti
Illustrissimo Presidente,
sarà capitato anche a Lei di lasciar vagare la mente in quelle regioni nebbiose, nelle quali è gradevole avventurarsi senza limiti di spazio o di tempo. Poi, senza sapere né come né perché, improvvisamente scoprire un sentiero che si fa vieppiù nitido e seguirlo.
Signor Presidente, Le ho appena descritto come è nata in me l’idea di questo scritto.
Ho pensato che mi sarebbe piaciuto parlare con Lei e che, in tal caso, Le avrei parlato delle difficoltà che un disabile incontra nella propria giornata quotidianamente.
Se potessi, Le direi che “quotidianamente”, per un disabile, significa dover programmare non solo giorno per giorno, ma ora per ora, minuto per minuto, secondo per secondo - e non in circostanze episodiche - tutte le azioni della propria vita.
Le parlerei delle difficoltà di un disabile visivo - non perché quelle degli altri disabili siano meno pesanti - ma perché sono quelle che meglio conosco.
Le racconterei ad esempio che, fin dal mattino, al risveglio, inizia il suo esercizio di memoria, dovendo ricordare gli abbinamenti dei colori da fare per non andare in giro con accostamenti ridicoli.
Le direi che deve dipendere costantemente dagli altri, anche per le cose più banali: risalire ad uno scontrino che si ritrova nelle tasche, sapere cosa sia quel foglietto trovato per terra nel salotto di casa, leggere una lettera appena arrivata, conoscere il contenuto di un avviso affisso nell’androne del proprio condominio, capire su quale canale è sintonizzato il televisore, seguire un film in cui le scene si susseguano senza dialogo. . .…
Vede Presidente, sono azioni banali, ma provi Lei a pensare di doversi confrontare con esse per tutti gli istanti della sua vita!
Le direi che, essendo un essere umano, anche il disabile ha bisogno di nutrirsi! Allora si organizza per andare in un supermercato a fare provviste. Anche in questo caso, si fa presto a dirlo, ma poi. . . metterlo in atto è tutt’altra cosa. Deve raggiungerlo, il supermercato, con le auto parcheggiate sui marciapiedi, deve superare ostacoli mobili e fissi che l’imprevidenza altrui dissemina sul suo cammino.
Le descriverei l’impossibilità di muoversi all’interno del grande magazzino, l’impossibilità di trovare autonomamente i prodotti desiderati, l’ardua impresa di riportarli da solo a casa.
Le parlerei ancora dell’impossibilità di compilare autonomamente un documento, in casa o in un ufficio pubblico; della necessità di preordinare, con un accompagnatore – se lo trova – un qualunque spostamento fuori dal suo ambiente ristretto; di dover rinunciare ad una occasione di divertimento - come ad esempio uno spettacolo teatrale o cinematografico- senza un accompagnatore o se questi, all’ultimo momento, è indisponibile; ma anche a necessità più importanti come sottoporsi ad una visita medica o ad un esame di laboratorio, dovendo dipendere dagli altri per incastrare tempi e date della sanità pubblica con i propri e con quelli di chi dovrà accompagnarlo.
Le direi, Sig. Presidente . . . l’elenco potrebbe continuare per pagine e pagine e, mi creda, non si tratta di un’iperbole!; ma lo interrompo perché certamente avrà già compreso il senso del mio dire, anche se un conto è sentirsi raccontare certe cose, un altro è viverle in prima persona .
Ora, Sig. Presidente, con il decreto cosiddetto “salva Italia”, il Suo Governo vuole mettere in discussione quelle provvidenze che, frutto di lotte e sacrifici, costituiscono il mezzo per fronteggiare le difficoltà che sopra Le ho rappresentato, sia pur in minima parte.
Tale Decreto vuole mettere in discussione la loro indispensabilità condizionandole a criteri di carattere reddituale e patrimoniale (ISEE) familiare, quando la famiglia già subisce gravi disagi dallo stato di disabilità del congiunto, negandone così la concessione al solo titolo della minorazione, come attualmente avviene.
Le direi che mi è difficile credere che Lei possa pensare – o solo avallare – una tale iniquità, che porterebbe due cittadini, o due famiglie di pari reddito a subire trattamenti diversi, dovendo, quella che ha al suo interno un disabile, far fronte alle ulteriori spese per i servizi ad esso destinati.
Le direi, inoltre, che ciò implicherebbe la volontà perversa dello Stato di negare ai disabili la possibilità di emancipazione e di crescita privandoli, insieme alle loro famiglie, di un supporto economico indispensabile.
Si tratta di provvidenze di alto profilo morale e civile - come ad esempio l’indennità di accompagnamento - che hanno portato il nostro Paese all’avanguardia nel mondo in tema di diritti civili. Non possiamo permetterci di distruggerle di fatto, portando così indietro di oltre mezzo secolo le lancette della storia, a quando cioè la disabilità era un macigno che pesava interamente sulle spalle delle famiglie!
Il Paese attraversa una grave crisi economica, i disabili, come cittadini, sono pronti a fare la loro parte di sacrifici, purché ripartiti equamente; ma non possono fare il doppio dei sacrifici richiesti agli altri! Sì, Sig. Presidente, il doppio, perché verrebbero a pagare sia come cittadini, sia come disabili, vedendosi privare di quei mezzi economici attraverso i quali oggi possono tentare di far fronte a molte delle difficoltà di cui Le ho parlato. Si tratta di “benefici” che non hanno un valore reddituale, ma tendono a supplire i servizi carenti o inesistenti, in ossequio a quanto sancito dalla Costituzione.
Descriverei correttamente l’indennità di accompagnamento come il mezzo che permette in parte la sostenibilità di tanti disagi per un disabile in questa società, e non certo come un benefit.
Tutto questo, ed altro, Le direi, Sig. Presidente, ma purtroppo non ho modo di farlo.
Non mi resta che sperare nella possibilità che Lei, per qualche arcana via della rete, possa leggere questo mio scritto e che, insieme a Lei, lo leggano tanti cittadini i quali, comprendendone a pieno lo spirito, si facciano portavoce verso di Lei ed il Suo Governo, chiedendoLe di non perpetrare quella che sarebbe una grave ingiustizia in una moderna società civile.
Modifica orari di apertura al pubblico della Sezione
Si avvisa che dal 1° dicembre i nuovi orari di apertura al pubblico sono stati articolati come riportato in questa pagina
Pubblicate le graduatorie relative al bando per il servizio civile
Il 21/09/2011 è stato pubblicato un nuovo bando di servizio civile destinato al reperimento di n. 100 volontari riferito al servizio di accompagnamento a persone non vedenti, la cui scadenza per la presentazione della domanda è avvenuta il 21/10/2011; di seguito le graduatorie:
Solidarietà sociale per i non vedenti di Roma
Nord Ovest
Sud Est
Centro Tiflotecnico Regionale del Lazio:
visita il sito
Dona il tuo 5 per 1000 dell'IRPEF
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IMPORTANTE: decurtazioni INPS ed altro
Da alcuni mesi diversi Soci ci stanno segnalando che l'INPS, senza fornire nessuna informazione al riguardo, sta decurtando somme di vario tipo dall'indennità di accompagnamento che, ribadiamo, per l'anno in corso è pari ad € 807; siccome queste segnalazioni stanno rapidamente crescendo di numero e di tipologia, c'è anche a chi continua a venir corrisposto l'importo dell'anno scorso, invitiamo tutti coloro che ne beneficiano a verificare la correttezza degli importi che mensilmente l'INPS eroga e, nel caso si riscontrassero anomalie, a segnalarlo prontamente in Sezione affinché la medesima ovvero la Sede Centrale possa intervenire visto che la problematica interessa non solo Roma e Provincia.
Stampa Braille
La Sezione effettua trascrizioni Braille da documenti digitali o cartacei:
per i soci al semplice costo della carta impiegata per la stampa;
per i non soci ad un costo da concordare che, ovviamente sarà commisurato alla quantità di carta impiegata per la
stampa e alla difficoltà di trascrizione.
Audioguida di alfabetizzazione informatica
L'I.Ri.Fo.R. ha realizzato un'audioguida in formato audio mp3 rivolta a coloro che desiderano avvicinarsi all'utilizzo del pc; di seguito viene riportata la circolare n. 16 del 2010 dell'I.Ri.Fo.R. oltre ad un documento recante ulteriori info ed un fac-simile del testo che, successivamente al versamento dei 15 € per ciascuna copia acquistata, comprensiva di due cd, dovuti al suddetto Istituto come contributo per il rimborso delle spese, dovrà essere inviata per fax o per e-mail per indicare dove farsi inviare l'opera.
Per coloro che lo ritenessero più comodo, sarà anche possibile acquistare l'opera direttamente in Sezione versando il dovuto in contanti e/o assegno anche se, in questo caso, si invita a telefonare per prenotarne una o più copie al fine di non correre il rischio che siano appena terminate e se ne stia attendendo dall'I.Ri.Fo.R. l'arrivo di altre.
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