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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

Sezione Provinciale di Roma

 

Comunicati del 23 giugno 2017

 

1° Comunicato: Servizio trasporto cittadino

1° Comunicato

Cari amici, torniamo a parlare del trasporto disabili.

Alcuni giorni or sono Roma Capitale, ci ha inviato una bozza fantasiosa di nuovo regolamento.

Avendola valutata insieme alle altre associazioni dei disabili romani, e ritenendola inattuabile, abbiamo dato parere negativo, dando la nostra disponibilità ad affrontare il tema in maniera seria e costruttiva.

Segnalando alla stampa la nostra posizione con un comunicato congiunto , che vi inoltriamo nuovamente.

Vi invito sin da ora a tenervi pronti per altre iniziative che si renderanno necessarie.

Concludo con una buona notizia, dopo numerose insistenze, l’agenzia per la mobilità ci ha comunicato che l’importo taxi per le attività sociali, è stato aumentato da 160 a 200 euro.

In attesa di ulteriori sviluppi, vi saluto cordialmente.

 

Sette mesi di lavoro dell’Amministrazione capitolina, serviti per riformare il Servizio di Trasporto cittadino per le persone con disabilità motoria cieche e ipovedenti, hanno prodotto un provvedimento non ricevibile sotto tutti gli aspetti.  Nella bozza di Regolamento, definita in questi ultimi giorni, che dovrebbe approdare in aula di Consiglio Comunale, non ha trovato accoglimento, nessuna delle proposte delle organizzazioni rappresentative degli utenti, sia emerse in sede di Commissioni consigliari congiunte Mobilità/Trasporto, sia presentate negli incontri precedenti e successivi alle stesse, neanche quelle che avrebbero portato ad una netta riduzione delle spese sostenute da Roma Capitale per questa tipologia di interventi.

L’attuale testo, non risponde minimamente alle esigenze di mobilità delle persone con disabilità di Roma, che l’Amministrazione Capitolina dovrebbe tutelare e promuovere, ma sembra più orientato a dare priorità al controllo degli utenti, che utilizzeranno il servizio, limitando drasticamente la libertà di scelta della persona, anche rispetto alla precedente disciplina.

Nella bozza si delineano evidenti ipotesi di discriminazioni tra i richiedenti il servizio, causate dalla previsione di criteri di accesso che non hanno alcuna rilevanza con il diritto alla mobilità.

Dal documento si evince un chiaro tentativo, che ancora una volta, scarica sulle famiglie l’onere di un trasporto pubblico inefficiente e non adeguato ai cittadini con disabilità.

Così approvato, il regolamento darebbe sicuramente luogo a fenomeni di esclusione e segregazione. Un testo che va contro qualsiasi libertà di programmazione della propria vita, poiché l’utente dovrà presentare inutili autocertificazioni ogni anno, e sperare che gli venga confermato il trasporto, mentre viene eliminata qualsiasi partecipazione delle organizzazioni rappresentative alle azioni di monitoraggio previste.

Il servizio ha un valore incomprimibile, e come tale, non può assoggettarsi "all’impegno dei fondi sulla base delle risorse di bilancio disponibili." Non sono i bisogni primari a dover sottostare ai bilanci, ma questi ultimi ai primi.

Restando sul bilancio ci chiediamo: “Perché a fronte di un risparmio importante, sulla gestione del servizio negli ultimi due anni, non ci sono stati nuovi fruitori provenienti dalle liste di attesa?”

Non esistono apprezzabili margini di revisione per un provvedimento che deve essere rivisto completamente.

Per questi motivi, le organizzazioni chiedono di riaprire nell’immediato un confronto concretamente costruttivo, con l’Amministrazione Capitolina, per arrivare ad un provvedimento che garantisca reali strumenti di partecipazione sociale ai cittadini con disabilità. In caso contrario, le stesse saranno costrette ad adottare tutte le azioni necessarie, affinché questo testo non trovi approvazione e applicazione, anche il ricorso agli organi giurisdizionali competenti.

 

 

 

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